Vita e Famiglia
RASSEGNA DEGLI EVENTI DELLA SETTIMANA (n° 29)
Dati alla mano, è la depressione il vero nemico dei malati terminali
(articolo di Carlo Bellieni)
Al link:
http://www.medicinaepersona.org/__C1256C23002924DE.nsf/wAll/IDCW-6LKTUS/$file/Eutanasia%20Avvenire%20Bellieni.pdf
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Famiglie al mercato delle convivenze – E’ facile inneggiare ai pacs o alle unioni omosessuali. Ma si dimentica che portare tali istituti alle ultime conseguenze conduce ad una destrutturazione legale del tessuto civile
Fonte: Avvenire.
Potete leggere il testo integrale dell’articolo al link:
http://www.db.avvenire.it/pls/avvenire/ne_cn_avvenire.c_leggi_articolo?id=658847
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La Legge 40 funziona - Relazione del ministro Turco al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge 40
L’Istituto superiore di Sanità ha chiesto l’elenco degli embrioni congelati a 88 centri per la fecondazione: 53 dichiarano di averne Ma l’indagine è molto lontana dall’essere conclusa. Embrioni abbandonati: «In Italia censiti 2527».
Fonte: Avvenire.
Potete leggere il testo integrale dell’articolo al link:
http://www.db.avvenire.it/pls/avvenire/ne_cn_avvenire.c_leggi_articolo?id=658950
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SABATO 24 GIUGNO 2006
Sotto accusa il medico della pillola abortiva - Indagato per violazione della legge 194, che regolamenta l'interruzione di gravidanza: eccolo l'ultimo capitolo della saga montata intorno alla sperimentazione della pillola abortiva Ru486, che da settembre dello scorso anno viene somministrata all'ospedale Sant'Anna di Torino nell'ambito di un lavoro di ricerca con 400 volontarie coinvolte. Protagonista delle vicenda giudiziaria, il ginecologo Silvio Viale, il volto più noto dell'esclusiva attività clinica intrapresa dall'azienda sanitaria torinese, che è stata la prima in Italia a «sdoganare» l'aborto farmaceutico.
Fonte: Il Giornale
Potete leggere il testo integrale dell’articolo al link:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=99468
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LUNEDI’ 26 GIUGNO 2006
CINA - Pechino, per l’Assemblea nazionale sono legali gli aborti selettivi - Continua la paurosa sproporzione del sesso dei neonati: 119 maschi ogni 100 femmine. Al momento non vi è alcuna pena per chi pratica aborti solo sulla base del sesso del nascituro.
L’Assemblea nazionale del Popolo ha rifiutato di approvare un emendamento al Codice penale che proponeva il bando degli aborti selettivi.
La legge cinese non considera illegale abortire per selezionare il sesso del nascituro. Un regolamento di pianificazione familiare proibisce la pratica se non per motivi medici, ma non menziona alcuna punizione per i trasgressori. Secondo gli esperti del ramo, è proprio questa mancanza che incoraggia la pratica di abortire nelle famiglie che vogliono un
Secondo la legge cinese, dal 1978 è consentito un solo figlio ai residenti urbani e due ai contadini. Il Paese è passato dai 5,83 figli per coppia negli anni ’70 a 2,1 bambini nel 1990 e agli 1,8 attuali. Il governo vuole che, nel 2010, la popolazione non superi gli 1,37 miliardi. Questa politica ha portato a un gran numero di aborti e uccisioni di neonati femmine, per avere un maschio che porti il nome della famiglia.
(Fonte: AsiaNews/Agenzie)
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MARTEDI’ 27 GIUGNO 2006
Audizione Ministro salute in Commissione Affari Sociali della Camera
Cosa fare subito per droga, RU486, epidurale, staminali embrionali, farmaci, eutanasia clandestina, testamento biologico
• Intervento dell'on. Donatella Poretti, deputata Rosa nel Pugno, segretaria della medesima commissione
[Le sottolineature sono redazionali]
Droga
L'aumento delle quantità massime consentite per l'uso personale di cannabis annunciato dal ministro e' un piccolo passo nella giusta direzione. Se il ministro realizzerà questo suo impegno in tempi brevi, potrebbe salvare dalla tragedia del carcere molti giovani (e sono tanti, tantissimi) che fanno uso ricreativo di questa sostanza innocua. Una situazione carceraria inoltre esplosiva da un punto di vista del sovraffollamento che necessiterebbe di un intervento come quello dell'amnistia, che i medici delle carceri definiscono un "atto di sanità preventiva".
Al ministro Turco, un appello affinché tenga duro nei suoi propositi e faccia immediatamente ciò che ha annunciato. E una considerazione: blocchi l'attuale legge per decreto, così si bloccherebbero tutti gli aspetti negativi che vi sono contenuti, a partire dal fatto che ci debba essere una dose minima giornaliera, dose che gli italiani avevano già bocciato con un referendum.
Sulle narcosalas credo sia opportuno che il ministro, vista l'estate già arrivata e il diffondersi di morti per overdose proprio in questa stagione, dia indicazioni ai singoli Comuni per come istituirle subito, visto che si tratta di una emergenza sanitaria in cui il Sindaco ha poteri di farlo.
Procreazione responsabile - RU486
Per una completa applicazione della legge 194 e' utile l'aggiornamento delle tecniche per l'interruzione volontaria di gravidanza come previsto dalla legge stessa, e perciò non più solo l'intervento chirurgico, ma anche quello farmacologico:
Sono confortata che il ministro abbia difeso la sperimentazione della pillola abortiva RU486 in corso a Torino, ma sto ancora aspettando che dalle parole passi ai fatti: cioè basta con la sperimentazione di un sistema abortivo già ampiamente sperimentato in tutto il mondo, e via all'autorizzazione alla sua commercializzazione.
Non c'e' problema di autorizzazione, perché la ditta francese Exelgyn, come le ha già fatto rilevare l'Aduc (associazione diritti utenti e consumatori) ha avviato la procedura europea di registrazione che dovrebbe arrivare ad ottobre e, a quel punto, la Ru486 in vendita in Italia sarà perfettamente legale.
Inoltre, quando il ministro Turco dice che l'aborto non si fa a domicilio, forse e' poco informata, perché se dove essere così, significherebbe chiudere le porte agli aborti farmacologici. La pillola abortiva prevede proprio la somministrazione in due fasi, e abitualmente dopo la seconda (48 ore dalla prima) la paziente non ha necessità di alcuna ospedalizzazione Se alla Ru486 gli leviamo questa prerogativa (aborto domestico), significherebbe, per esempio, sempre nel rispetto delle garanzia sanitarie, la sua menomazione come strumento di grande risparmio economico per la sanità pubblica.
Ci auguriamo che il ministro faccia tesoro di quanto le abbiamo ricordato, sì da intervenire con tempestività ed evitare che il nostro Paese continui ad esser vittima di coloro che vogliono solo impedire che l'aborto, in qualunque forma, sia praticato.
Legge 40 sulla fecondazione assistita
La ministra non ha fatto alcun cenno nella sua relazione alla legge 40 sulla fecondazione assistita una legge che ha causato una serie di disagi e una sanità di classe, per cui chi può va all'estero e chi non può non può più fare interventi di fecondazione.
Staminali
Sempre a causa della legge 40 si e' limitata fortemente la possibilità di fare ricerca con le cellule staminali embrionali, dopo il voto al parlamento europeo e alla possibilità laddove previsto di finanziare queste ricerche con contributi pubblici mi chiedo se e' possibile anche in Italia finanziare la ricerca con le linee di staminali embrionali importate dall'estero, ricerca che non e' vietata in Italia. Sollecitazione fatta da 6 centri di ricerca italiani che lavorano con staminali embrionali importate.
Auspico che quanto deciso dal ministro Mussi, e appoggiato dal ministro Turco, in sede europea non sia solo un fuoco vacuo, prevedendo invece modifiche tali che consentano la ricerca con le staminali embrionali anche nel nostro Paese, partendo da subito con l'uso degli embrioni sovrannumerari da fecondazioni in vitro.
Nel frattempo credo sia opportuno non solo promuovere la possibilità di ampliare la possibilità della donazione pubblica del cordone ombelicale, ma anche consentire per chi lo ritiene opportuno permettere la conservazione in banche private. Anche perché di fatto già avviene sempre ricorrendo alle banche presenti all'estero.
Eutanasia clandestina
Chiedo che venga fatta una indagine conoscitiva sull'eutanasia clandestina in Italia. Sono convinta che solamente individuando ciò che accade realmente nelle strutture sanitarie si possa discutere in sede legislativa su come meglio regolamentare una pratica oggi incontrollata ed incontrollabile. L'alternativa e' continuare ad ignorare la questione, facendo finta che il fenomeno esista solamente in quei Paesi che, con la forza della legalità, l'hanno fatto emergere ed oggi lo controllano.
Testamento biologico
Colgo l'occasione per sostenere un principio basilare, elementare ma fondamentale quale l'autodeterminazione e la libertà di scelta terapeutica dell'individuo. Il testamento biologico non e' altro che l'esercizio di un diritto già sancito dalla Costituzione (art. 32) ed oggi esercitato liberamente dai pazienti coscienti. Perché il diritto al rifiuto delle cure, incluse l'alimentazione e l'idratazione artificiali, non dovrebbe essere esercitato, attraverso dichiarazioni anticipate di volontà, anche da coloro che si trovano in una condizione di incomunicabilità o incoscienza?
Per questo e' importante predisporre immediatamente una legge che:
1. renda le dichiarazioni anticipate vincolanti per i medici, come lo e' già il consenso o il dissenso alle cure espresso dal paziente cosciente
2. crei un registro nazionale telematico dove ogni cittadino potrà registrare il proprio testamento biologico, il quale dovrà poi essere reso accessibile a tutti gli istituti sanitari italiani
3. lanci una campagna di informazione affinché i cittadini possano decidere tempi e modi del loro testamento
In merito l'associazione Luca Coscioni intende lanciare un'iniziativa per raccogliere testamenti biologici, al momento non vincolanti, ma per lanciare un segnale nella giusta direzione.
(www.radicali.it)
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Bologna: Mussi ancora contestato dagli studenti – Il Ministro accolto dagli universitari cattolici con uno striscione a difesa della Legge 40. Come a Milano pochi giorni fa.
Fonte: Il Giornale
Articolo al link:
http://www.stranocristiano.it/news/news_0606/striscione_mussi.pdf
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GIOVEDI’ 29 GIUGNO 2006
FAMIGLIA CRISTIANA:
INTERVISTA CON IL CARDINALE ALFONSO LOPEZ TRUJILLO
SONO DELITTI NON DIRITTI
Aborto e distruzione degli embrioni: «Sono atti contro Dio e l’uomo», dice il presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, che prepara il raduno mondiale in Spagna.
È la quinta volta che le famiglie cattoliche di tutto il mondo si riuniscono per far il punto sul proprio ruolo nella società e nella Chiesa. Accadrà a Valencia, in Spagna, dal 1° al 9 luglio; negli ultimi giorni arriverà Benedetto XVI, che non ha alcuna intenzione di interrompere la tradizione di Giovanni Paolo II, che partecipò a quattro raduni mondiali e solo la sua salute, ormai precaria, gli impedì di prendere parte all’ultimo, tre anni fa a Manila.
In Spagna si attende oltre un milione di persone. Il tema dell’incontro è la trasmissione della fede in famiglia, ma sarà l’occasione per analizzare lo stato della famiglia a tutte le latitudini del pianeta. A Valencia verrà presentato un documento su quello che il cardinale Alfonso Lopez Trujillo, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, definisce «l’inverno demografico», espressione usata anche dal Papa, che colpisce soprattutto le nazioni più ricche della Terra. Lopez Trujillo, 70 anni, è stato il più giovane cardinale creato da Giovanni Paolo II.
[…]
C’è ancora la scomunica per l’aborto?
«Sì e colpisce la madre, il medico, gli infermieri, il padre se è d’accordo».
E i politici che approvano le leggi?
«Se sono credenti devono dimostrare la coerenza con i loro atti. Secondo me, se approvano leggi inique e ingiuste che distruggono l’uomo e vanno contro i diritti di Dio, va fatta una riflessione, perché essi non potrebbero accostarsi all’Eucaristia. Nessuno al mondo è autorizzato a contraddire la dottrina della Chiesa sulla protezione della vita a tutti i livelli».
Vale anche per chi fa ricerca sulle cellule staminali embrionali?
«Certo. È la stessa cosa. Distruggere l’embrione equivale all’aborto. E la scomunica vale per la donna, i medici, i ricercatori che eliminano l’embrione».
Lei queste cose le dice ai politici che incontra?
«È uno dei miei compiti principali e mi è stato chiesto espressamente dal Papa: spiegare ai Parlamenti la protezione della vita e della famiglia. A volte alcuni cambiano idea».
Il dibattito sull’embrione ha radicalizzato lo scontro un po’ ovunque?
«In un certo senso sì. Si accusa la Chiesa di non occuparsi della vita, solo perché siamo contrari alla clonazione terapeutica. La Chiesa è consapevole dei progressi e insieme dei limiti della scienza. Ma la Chiesa difende la vita. Punto e basta. E anche se si provasse il successo delle terapie con le staminali embrionali, mai si può produrre e poi sopprimere una vita per curarne un’altra. Il delirio di onnipotenza dell’uomo sarebbe a questo punto totale, con gravi danni per la nostra convivenza. E non lo dicono solo i cattolici. Ricordo Oriana Fallaci, laica e ammalata di cancro, che ha spiegato che mai permetterebbe ad alcuno di curarla con cellule provenienti da embrioni».
(Fonte: Famiglia Cristiana)
Testo integrale al link:
http://www.stpauls.it/fc/0627fc/0627fc44.htm
categoria: , attualitĂ









Documentando i ripensamenti che stanno emergendo negli Stati Uniti, Amadeo de Fuenmayor avanza l’ipotesi di un doppio regime di matrimonio civile (il matrimonio religioso qui non è preso in considerazione), uno divorziabile e uno indissolubile, fra i quali gli sposi possano esprimere una scelta vincolante. È un’ipotesi anche provocatoria, destinata a suscitare ampio dibattito non solo fra gli studiosi.
Più di 200 persone sono arrivate alla spicciolata, sabato all’ora di pranzo, in una Mantova attraversata per lo più da turisti americani o tedeschi. Decine di persone partite da Milano, Bergamo, Brescia o Varese per raggiungere il primo meeting di Scienza & Vita della Lombardia, dove si è festeggiata sia la nascita ufficiale dell’Associazione a livello regionale sia la ripresa dei lavori dopo un anno se non proprio di stasi, certo di pausa rispetto al turbinio di impegni prima dello scorso referendum. 200 persone in gran parte testimoni diretti, “eredi” di quei 57 comitati locali attivatisi l’anno scorso in Lombardia e che sul territorio nazionale hanno costituito uno dei nuclei più consistenti e attivi nella difesa della legge 40.
Massimo Introvigne in questa occasione «scende in campo», parlando da cattolico a cattolici di quella crisi dell'Europa che deriva ultimamente dal suo ostinato rifiuto di riconoscere le sue radici cristiane. Partendo da incontri, dialoghi, esperienze personali maturate nei luoghi più diversi del mondo, da Sydney a Damasco, dalla Mongolia a Kuala Lumpur, da Cracovia a Toronto, il libro si muove come un pendolo che ritorna agli stessi temi fondamentali: l'identità cristiana dell'Europa insidiata dalla minaccia del relativismo, e il ruolo che l'Europa potrebbe svolgere - ma purtroppo non svolge - nel dialogo delle civiltà, unica alternativa ai pericoli apocalittici di un mondo dove, secondo un'espressione ripresa dallo stesso Benedetto XVI, «non a torto si è ravvisato il pericolo di uno scontro delle civiltà». Figure, eventi e personaggi talora inattesi - dal sociologo Rodney Stark al pittore cattolico canadese William Kurelek, da un vecchio film di Gérard Depardieu a Diabolik, dai nomadi della Mongolia all'islamologo Louis Massignon, dalla caccia alle streghe alla rivolta delle periferie parigine del novembre 2005 - sono chiamati su un ideale banco dei testimoni, per essere interrogati su quanto hanno da dire a proposito del dramma dell'Europa. La conclusione è che questo dramma si risolve nell'avere voltato le spalle a Cristo e nel tentativo di costruire una torre di Babele europea senza Dio e senza la Chiesa, destinata come quell’antica torre a un crollo fragoroso. Ultimamente, è la paura di Cristo che fa male all’Europa, la consuma e rischia di ucciderne la civiltà. E solo guarire da quella paura potrà salvarla.
L’«apologetica cristiana» è la «difesa delle buone ragioni della fede». Essa si muove nel rispetto della rivelazione di Dio sul senso della vita umana e del grande disegno della creazione, riconoscendo il primato della fede a seguito di un percorso logico e raziocinante fondato nei lumi dell’intelletto. L’esigenza di un’apologetica oggi si alimenta nella necessità di una risposta trascendente alle istanze meramente orizzontali del razionalismo ateo, figlio diretto dell’Illuminismo, con e dopo il quale – come bene spiega il teologo Piero Cantoni nel suo invito alla lettura – si è voluto dapprima emancipare la ragione dalla fede per poi ergerla a sua implacabile accusatrice.
Il seminario “La grande Europa. Aspetti e momenti storico-culturali” organizzato nel 2002 da Alleanza Cattolica e di cui il volume raccoglie gli atti, si articola in tre parti. Innanzitutto sono illustrate a grandi linee le caratteristiche politiche, culturali e tecnologiche dell’Europa che, sul finire del Medioevo, si accinge a uscire da sé stessa. Quindi vengono descritti i viaggi di scoperta; i principali aspetti e momenti degl’insediamenti extraeuropei, soprattutto quelli meno noti o più trascurati, come — per esempio — le Filippine spagnole e l’Asia portoghese; il processo di inculturazione, che ha lasciato nel mondo consistenti filiazioni europee, numerose «Europe» fuori dall’Europa continentale. Infine, vengono brevemente illustrati i legami di tipo politico-militare ed economico, che, pur passando attraverso le strutture «nazionali», le superano e, in un certo senso, le limitano, permettendo così il riespandersi di una gerarchia dei lealismi, atrofizzata dalla lunga stagione caratterizzata dallo «Stato nazione» e/o dallo «Stato moderno».La nascita della Magna Europa, l’insieme delle consistenti filiazioni europee nel mondo, viene descritta nei suoi aspetti salienti: la tecnologia medioevale, i viaggi di scoperta, la fondazione degli insediamenti extraeuropei e il conseguente processo d’inculturazione.