SCIENZA & VITA, LA LOMBARDIA RIPARTE
Di Andrea Galli - Avvenire, 22 giugno 2006, inserto E’ vita
Più di 200 persone sono arrivate alla spicciolata, sabato all’ora di pranzo, in una Mantova attraversata per lo più da turisti americani o tedeschi. Decine di persone partite da Milano, Bergamo, Brescia o Varese per raggiungere il primo meeting di Scienza & Vita della Lombardia, dove si è festeggiata sia la nascita ufficiale dell’Associazione a livello regionale sia la ripresa dei lavori dopo un anno se non proprio di stasi, certo di pausa rispetto al turbinio di impegni prima dello scorso referendum. 200 persone in gran parte testimoni diretti, “eredi” di quei 57 comitati locali attivatisi l’anno scorso in Lombardia e che sul territorio nazionale hanno costituito uno dei nuclei più consistenti e attivi nella difesa della legge 40.
L’esperienza della primavera 2005, quindi, il tesoro accumulato di contatti ed esperienze sul campo non è andato perso come qualcuno paventava, ma è stato conservato per una riattivazione che è finalmente arrivata. Franco Ciccarello, presidente di Scienza & Vita a Mantova e anfitrione dell’incontro ne è convinto: “la partecipazione è stata un ottimo segno. Segno di un interesse che on è venuto meno. Da parte della base, del resto, da parte di diverse province come la nostra era arrivata nei mesi scorsi la richiesta verso Scienza & Vita nazionale si riallestire quella rete di lavoro che era risultata l’anno scorso un’idea vincente”. Una rete, spiega Ciccarello “capace di coagulare un interesse trasversale e laico sui temi della bioetica, capace di far sentire la propria voce a livello culturale e nei confronti delle istituzioni”. Del resto, continua il presidente mantovano, giovane dirigente d’azienda, “è chiaro a tutti che in ballo non c’è più solo la legge 40. A livello politico sono già pronti progetti di legge su temi come l’eutanasia, i pacs, la droga, ecc. riguardo ai quali bisogna essere pronti ad intervenire: informando la gente e facendo un’opera di contrasto. Dopo un anno in cui abbiamo tenuto viva l’associazione radunando periodicamente i nostri iscritti, è arrivato il tempo dell’azione”. Stessa cosa per Pavia, dove, spiega Renato Sconfietti, ricercatore di scienze ambientali, “abbiamo presentato la richiesta a Scienza & Vita di Roma e speriamo di poter partire presto con le iniziative”. Tra queste l’idea di “entrare nel mondo universitario, approfittando della realtà che abbiamo in città, per iniziare un lavoro culturale con gli studenti”. Anche Varese si è rimessa in moto, dopo un’esperienza più che positiva l’anno scorso, tra marzo e giugno: “il giro che si era creato un anno fa era davvero interessante, con persone anche al di fuori dell’ambito ecclesiale. Adesso ricominciamo. Le proposte sono ancora in fieri, ma qualcosa si sta profilando all’orizzonte. Stiamo pensando ad un grande simposio cittadino sull’eutanasia, il primo ottobre. Vedremo”. Anche Crema, dice Paolo Votto, medico e presidente dell’associazione locale, sta pensando di fare qualcosa sul tema dell’eutanasia e del suicidio assistito, anche se “la linea è quella di seguire le tematiche su cui, a livello nazionale, si riterrà opportuno intervenire volta per volta”.
Insomma, c’è un piccolo popolo che si è messo in moto e non ha intenzione di retrocedere di fronte alle provocazioni bioetiche che fioccano quasi quotidianamente si giornali e tv. A fronte di questo impegno dal basso base, a fronte delle associazioni che si stanno mobilitando a livello cittadino o provinciale, che ruolo spetta all’Associazione regionale? Per Nicola Natale, vice-presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia, primario dell’Ospedale di Lecco e presidente di Scienza & Vita in Lombardia, il fine è di essere sostanzialmente “una cerniera tra l’apparato nazionale e le realtà locali. Una cerniera e un punto di raccordo. Per far circolare idee, mettere a disposizione persone in grado di tenere incontri, rendere il lavoro dei singoli un’impresa corale”. Il rischio, temuto da qualcuno, di invasioni di campo, magari rispetto ad altre associazioni o movimenti storicamente impegnati nella difesa della vita, pare contenuto: “la chiave di tutto è lavorare per un interesse comune, mettere da parte la volontà di promuovere semplicemente il proprio orticello. Con questa prospettiva la collaborazione non può che essere limpida e proficua”.
A Mantova, assieme a Natale, Marco Invernizzi - del consiglio direttivo di Scienza & Vita Lombardia – e Felice Achilli, dell’associazione Medicina e Persona, è intervenuta anche Maria Luisa di Pietro, neo-presidente (assieme a Bruno Dallapiccola) di Scienza & Vita nazionale, in sostituzione della dimissionaria Paola Binetti. Dopo aver presentato le nuove linee programmatiche, dopo aver annunciato un incontro nazionale con i rappresentanti delle singole associazioni a settembre, la Di Pietro si è a sua volta soffermata su alcuni punti spesso equivocati o strumentalizzati. Come quello della valenza politica spesso tirata per la giacca dai media. “L’impegno politico di Scienza & Vita è una cosa reale – ha detto la neo-presidentessa- se si intende la politica nella sua accezione più alta e autentica: una partecipazione al dibattito della polis, anche in merito alle iniziative legislative che verranno portate avanti in Parlamento. Non certo come adesione ai singoli partiti o ai singoli schieramenti”. Una linea che pare condivisa da tutti, in nome di una battaglia culturale davvero libera e davvero trasversale.
Di Andrea Galli - Avvenire, 22 giugno 2006, inserto E’ vita
Più di 200 persone sono arrivate alla spicciolata, sabato all’ora di pranzo, in una Mantova attraversata per lo più da turisti americani o tedeschi. Decine di persone partite da Milano, Bergamo, Brescia o Varese per raggiungere il primo meeting di Scienza & Vita della Lombardia, dove si è festeggiata sia la nascita ufficiale dell’Associazione a livello regionale sia la ripresa dei lavori dopo un anno se non proprio di stasi, certo di pausa rispetto al turbinio di impegni prima dello scorso referendum. 200 persone in gran parte testimoni diretti, “eredi” di quei 57 comitati locali attivatisi l’anno scorso in Lombardia e che sul territorio nazionale hanno costituito uno dei nuclei più consistenti e attivi nella difesa della legge 40. L’esperienza della primavera 2005, quindi, il tesoro accumulato di contatti ed esperienze sul campo non è andato perso come qualcuno paventava, ma è stato conservato per una riattivazione che è finalmente arrivata. Franco Ciccarello, presidente di Scienza & Vita a Mantova e anfitrione dell’incontro ne è convinto: “la partecipazione è stata un ottimo segno. Segno di un interesse che on è venuto meno. Da parte della base, del resto, da parte di diverse province come la nostra era arrivata nei mesi scorsi la richiesta verso Scienza & Vita nazionale si riallestire quella rete di lavoro che era risultata l’anno scorso un’idea vincente”. Una rete, spiega Ciccarello “capace di coagulare un interesse trasversale e laico sui temi della bioetica, capace di far sentire la propria voce a livello culturale e nei confronti delle istituzioni”. Del resto, continua il presidente mantovano, giovane dirigente d’azienda, “è chiaro a tutti che in ballo non c’è più solo la legge 40. A livello politico sono già pronti progetti di legge su temi come l’eutanasia, i pacs, la droga, ecc. riguardo ai quali bisogna essere pronti ad intervenire: informando la gente e facendo un’opera di contrasto. Dopo un anno in cui abbiamo tenuto viva l’associazione radunando periodicamente i nostri iscritti, è arrivato il tempo dell’azione”. Stessa cosa per Pavia, dove, spiega Renato Sconfietti, ricercatore di scienze ambientali, “abbiamo presentato la richiesta a Scienza & Vita di Roma e speriamo di poter partire presto con le iniziative”. Tra queste l’idea di “entrare nel mondo universitario, approfittando della realtà che abbiamo in città, per iniziare un lavoro culturale con gli studenti”. Anche Varese si è rimessa in moto, dopo un’esperienza più che positiva l’anno scorso, tra marzo e giugno: “il giro che si era creato un anno fa era davvero interessante, con persone anche al di fuori dell’ambito ecclesiale. Adesso ricominciamo. Le proposte sono ancora in fieri, ma qualcosa si sta profilando all’orizzonte. Stiamo pensando ad un grande simposio cittadino sull’eutanasia, il primo ottobre. Vedremo”. Anche Crema, dice Paolo Votto, medico e presidente dell’associazione locale, sta pensando di fare qualcosa sul tema dell’eutanasia e del suicidio assistito, anche se “la linea è quella di seguire le tematiche su cui, a livello nazionale, si riterrà opportuno intervenire volta per volta”.
Insomma, c’è un piccolo popolo che si è messo in moto e non ha intenzione di retrocedere di fronte alle provocazioni bioetiche che fioccano quasi quotidianamente si giornali e tv. A fronte di questo impegno dal basso base, a fronte delle associazioni che si stanno mobilitando a livello cittadino o provinciale, che ruolo spetta all’Associazione regionale? Per Nicola Natale, vice-presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia, primario dell’Ospedale di Lecco e presidente di Scienza & Vita in Lombardia, il fine è di essere sostanzialmente “una cerniera tra l’apparato nazionale e le realtà locali. Una cerniera e un punto di raccordo. Per far circolare idee, mettere a disposizione persone in grado di tenere incontri, rendere il lavoro dei singoli un’impresa corale”. Il rischio, temuto da qualcuno, di invasioni di campo, magari rispetto ad altre associazioni o movimenti storicamente impegnati nella difesa della vita, pare contenuto: “la chiave di tutto è lavorare per un interesse comune, mettere da parte la volontà di promuovere semplicemente il proprio orticello. Con questa prospettiva la collaborazione non può che essere limpida e proficua”.
A Mantova, assieme a Natale, Marco Invernizzi - del consiglio direttivo di Scienza & Vita Lombardia – e Felice Achilli, dell’associazione Medicina e Persona, è intervenuta anche Maria Luisa di Pietro, neo-presidente (assieme a Bruno Dallapiccola) di Scienza & Vita nazionale, in sostituzione della dimissionaria Paola Binetti. Dopo aver presentato le nuove linee programmatiche, dopo aver annunciato un incontro nazionale con i rappresentanti delle singole associazioni a settembre, la Di Pietro si è a sua volta soffermata su alcuni punti spesso equivocati o strumentalizzati. Come quello della valenza politica spesso tirata per la giacca dai media. “L’impegno politico di Scienza & Vita è una cosa reale – ha detto la neo-presidentessa- se si intende la politica nella sua accezione più alta e autentica: una partecipazione al dibattito della polis, anche in merito alle iniziative legislative che verranno portate avanti in Parlamento. Non certo come adesione ai singoli partiti o ai singoli schieramenti”. Una linea che pare condivisa da tutti, in nome di una battaglia culturale davvero libera e davvero trasversale.
postato da: max74teocon alle ore giugno 26, 2006 14:10 | Permalink | commenti (1)
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