mercoledì, 02 agosto 2006

Una lettera di Marco Invernizzi (Dirigente di Alleanza Cattolica)  a commento della vicenda Cossutta-Turco.

Cari amici
 
Le cose peggiori le fanno in agosto, quando la gente è più distratta e stanca e più incapace di reagire.
Oggi, 1 agosto, i giornali ci dicono che all’on. Maura Cossutta è stato affidato l’incarico di revisionare le linee guida della legge 40. Deputato del Partito dei comunisti italiani nella scorsa legislatura, l’on. Cossutta si è distinta per aver combattuto aspramente contro l’approvazione della legge 40 che, devo ricordarlo, è stata approvata nella precedente legislatura da una maggioranza parlamentare trasversale e confermata dal non voto del 75% degli italiani nel referendum del giugno 2005. Pur non coerente col diritto naturale in tutti i suoi aspetti, questa legge ha costituito un’inversione di tendenza in Italia nel senso di un maggiore rispetto del diritto alla vita e ha mostrato, in occasione del referendum, come la grande maggioranza degli italiani non sia insensibile al richiamo fermo e preciso a favore della vita prodotto dallo sforzo di tanti militanti non solo cattolici, ma aiutati anche da non pochi non credenti “ragionevoli”.
 
Questa legge è detestata dalla maggioranza governativa uscita dalle scorse elezioni politiche e non si può spiegare altrimenti l’aver dato l’incarico di revisionarne le linee guida all’on. Cossutta. Le “linee guida” della legge, secondo quanto previsto dall’art. 7 (comma 3) devono essere aggiornate periodicamente, ogni tre anni almeno, in rapporto all’evoluzione tecnico-scientifica della materia oggetto della legge. Non c’era alcun bisogno di farlo in agosto, appena tredici mesi dopo il referendum che ha confermato la legge e soprattutto rappresenta una provocazione l’aver incaricato una delle più accanite nemiche della stessa legge.
L’artefice di questo incarico è il ministro della Salute on. Livia Turco, che tempo addietro, in una intervista televisiva, ha ricordato come il suo impegno politico sia nato nell’ottica del compromesso storico proposto dall’allora segretario del partito comunista Enrico Berlinguer. Coerente con il catto-comunismo che la continua a ispirare, ella affida a una comunista una legge che il suo debole e strano cattolicesimo non riesce ad approvare (ma quando smetteranno di definirsi tutti cattolici, salvo essere in pochissimi coerenti con l’insegnamento della Chiesa!) e riesce invece a turbare persino i cattolici eletti nella sua coalizione, di solito disposti ad accogliere qualsiasi compromesso, in questo caso artefici di una lettera di protesta firmata dai senatori Binetti, Bobba, Baio Dossi e Carra (ma è difficile pensare che tireranno qualche conclusione concreta almeno questa volta, di fronte all’evidente disegno della maggioranza cui appartengono di vanificare la legge 40 per poi modificarla, se ci riusciranno).
 
Dopo che il ministro on. Fabio Mussi ha tolto la firma dell’Italia a una dichiarazione etica che in sede europea difendeva il diritto alla vita degli embrioni nell’ambito della ricerca sulle cellule staminali, dopo che i cattolici eletti nella Margherita si sono rifiutati di votare in Senato una mozione a favore della vita degli embrioni “senza se e senza ma” e hanno invece “fatto approvare” una mozione “pasticciata”, di compromesso, che ha favorito in sede di Unione Europea un’altra votazione di compromesso, che comunque non impedisce in assoluto la ricerca fatta con l’utilizzo di cellule staminali prodotte grazie all’eliminazione di embrioni, oggi una nuova tappa contro la vita.
 
Possiamo fare solo quello che è nelle nostre possibilità.
17 senatori (primo firmatario Mantovano) hanno presentato un’interpellanza (possiamo farla girare in internet, la trovate al sito www.mantovano.org);
possiamo pregare con l’intenzione precisa affinché il Signore confonda i nemici della vita e dia forza, coraggio e lucidità ai suoi difensori;
possiamo riprendere e diffondere le dichiarazioni importanti dei vescovi europei e italiani, gli interventi profondi e coraggiosi dei vescovi Elio Sgreccia e Luigi Negri che sono stati fatti su Radio Maria nei giorni scorsi;
possiamo non lasciarci scoraggiare, fare concretamente il poco che possiamo, seminare attraverso tutti i mezzi possibili a cominciare dalla nostra personale testimonianza e soprattutto pregare e fare pregare, con fiducia, perché se veramente avessimo fede e fiducia potrebbero accadere cose più grandi di quelle che riusciamo a immaginare. Non dimentichiamo che se in Italia si è riaperta la battaglia per il diritto alla vita dopo il referendum sull’aborto nel 1981 (così come si è riaperta negli Stati Uniti) è anche perché questo lavoro capillare, nascosto, anche e soprattutto promosso da piccoli gruppi di preghiera, non si è mai interrotto. Nel giugno 2005 abbiamo avuto la consolazione di poter vedere un grande risultato, ma altri ne potrebbero venire.
 
Marco Invernizzi
postato da: max74teocon alle ore agosto 02, 2006 09:41 | Permalink | commenti
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